Supporta, compra un abbonamento e accedi all'intero archivio.
spazio.jpg (663 byte)

La belva di via San Gregorio

L'omicidio della contessa Bellentani

Il caso Montesi

La decapitata di Castelgandolfo

Il delitto Martirano

Il delitto dell'uomo in blu

Il delitto dell'uomo in blu

La tragedia del Vajont

Perché uccidere Milena Sutter?

Il mostro di Marsala

Gli amanti diabolici di Torino

L'affare Bebawi

Il mostro di Firenze

Il mostro di Foligno

Il caso Lavorini

NOBILTA' E GELOSIA: LA STRAGE DEL MARCHESE CASATI

Il delitto della Cattolica

L'ASSASSINIO DI PASOLINI

Il massacro del Circeo

Il massacro dei Graneris

Il caso Carlotto

I delitti di Ludwig

Chi ha ucciso Fausto e Iaio

Il caso Tortora

L'omicidio Mazza

Il delitto Iacopi

Il delitto di Via Poma

La tragedia del MOBY PRINCE

Il delitto dell'Olgiata

L'omicidio Cinzia Bruno

Il caso Marta Russo

Donato Bilancia

L'aereo killer del Cermis

Il duplice omicidio di Novi Ligure

Il delitto di Cogne

Il canaro della Magliana

Lo strano suicidio di Luigi Tenco

Il delitto del catamarano

Maurizio Mighella

Nada Cella

Eleonora Scroppo

Bestie di Satana

Michele Profeta

I delitti di Alleghe

l'imbalsamatore

Il delitto di San Patrignano

2001: IL DELITTO DI ARCE: L'OMICIDIO DI SERENA MOLLICONE

IL DELITTO DI BALSORANO

L'OMICIDIO DI VEROLI

IL DELITTO DEL DAMS

PIETRO MASO E IL MASSACRO DEI SUOI GENITORI

LUCIANO LUBERTI: IL BOIA DI ALBENGA e l'assassinio di Carla Gruber

MILENA, LA DONNA CHE UCCIDEVA GLI UOMINI VIOLENTI

IL CASO DI SALVATORE GALLO: un omicidio senza cadavere

DUE GIORNALISTI INGHIOTTITI DAL BUCO NERO DELLA POLITICA ESTERA (SEGRETA) ITALIANA

La scomparsa di Davide Cervia

speronamento kater i rades

PEDOFILIA: il caso di Rignano Flaminia

TORNA ALL'INDICE

TORNA ALLA PRIMA PAGINA

linea.gif (56 byte)


IL DELITTO DI BALSORANO Una bambina assassinata, un padre (forse) innocente ed un figlio (forse) colpevole

LA PICCOLA CRISTINA CAPOCCITTI (la vittima)
LA PICCOLA CRISTINA CAPOCCITTI (la vittima)

MICHELE PERRUZZA (il presunto colpevole)
MICHELE PERRUZZA (il presunto colpevole)

MAURO PERRUZZA (il presunto innocente)
MAURO PERRUZZA (il presunto innocente)

Una storia trucida, di quelle che lasciano il nodo alla gola.

Comincia in una calda sera di agosto in una piccola frazione, di un piccolo comune abruzzese: Case Castella, frazione di Balsorano, provincia dell’Aquila dove tutti si conoscono e tutti sono parenti tra loro.

Cristina Capoccitti, 7 anni, viene butalmente assassinata, strangolata e poi finita a pietrate. Il suo corpicino viene scoperto alle prime luci dell’alba del 24 agosto 1990. Poche ore e il giallo sembra risolto. Ad autoaccusarsi del delitto è Mauro Perruzza, 13 anni, cuginetto della vittima. Un gioco un po’ ardito finito male.

Ancora qualche ora e nel commissariato di Avezzano, in clima di urla, strepiti e minacce (ma questo lo si saprà solo anni dopo) Mauro cambia versione: Cristina non l’ha uccisa lui, ma suo padre Michele, muratore, zio della piccola. Le accuse di Mauro contro suo padre sono circostanziate “ti ho visto, mentre lo facevi”.

Contro Michele Perruzza anche alcune prove scientifiche, come il sangue di Cristina sui suoi slip.

Insomma caso chiuso. Così almeno la pensa la Giustizia che in tre, a dir poco superificiali processi, mette il masso di piombo del carcere vita sull’esistenza di Michele Perruzza. Il mostro è lui.

Sono un paio di processi paralleli a permettere alla verità di cominciare  a farsi strada. Nuove perizie scintifiche dimostrano due cose in maniera inoppugnabile: Mauro ha mentito quando ha detto di aver visto il padre uccidere Cristina. Dalla posizione in cui si trovava non era possibile. Secondo: gli slip con il sangue di Cristina quella sera non erano stati indossati da Michele, ma da suo figlio Mauro. Lo provano tracce di urina presenti sull’indumento.

Ma c’è di più. Viene fuori anche tutto il marcio del commissariato di Avezzano che per primo “gestì” la confessione di Mauro Perruzza. Un’audiocassetta contenente le grida e le minacce dei poliziotti contro il giovane Perruzza è sparita. Ad un giornalista che difende Micheloe Perruzza e accusa gli investigatori di comportamento scorretto, viene infilata droga nell’auto, per farlo arrestare.

Verità, queste, che verranno a galla quando è ormai troppo tardi. E quando la giustizia (questa volta con la g minuscola), sorda, oltre che bendata, avrà rifiutato a Michele Perruzza un doveroso processo di revisione.

Il sipario su questa tragica vicenda calerà il 23 gennaio 2003 quando, dopo 13 anni di galera, Michele Perruzza morirà stroncato da un infarto.

La piccola Cristina Capoccitti, con ogni probabilità, non ha avuto giusitizia.

 

LA VICENDA GIUDIZIARIA

LO SPREGIUDICATO COMMISSARIATO DI AVEZZANO

INCHIESTE E CONTROINCHIESTE

 

barra1.gif (892 byte)

MISTERI D'ITALIA s.r.l.

Copyright: Misteri d’Italia 2000 - 2014 (riproduzione riservata)
Contatti con la Redazione
Webs: ghl://

Misteri d'Italia è un archivio storico-giornalistico che raccoglie documenti e materiali di cui è accertata la provenienza e di cui viene sempre citata la fonte. I documenti e i materiali raccolti in questo sito non rappresentano, comunque, il parere dei curatori dello stesso.

Per quanto concerne le immagini e i video, la redazione si è curata di ottenere dai titolari del copyright l'autorizzazione alla messa on line. Nel caso in cui ciò non sia stato possibile, l'editore rende noto di essere comunque a disposizione degli aventi diritto per regolare evantuali spettanze.

Misteri d'Italia srl - Sede Legale: via dei Coronari 226, 00186 Roma - Cap. soc. Euro 10.320,00 - Iscrizione CCIAA n. 1035507 - Codice fiscale e P.IVA 07472241004

 Segnala un problema