Perché
annoverare tra i misteri
dItalia quanto
accaduto a Genova durante lo svolgimento del vertice del G8? Cosa cè di misterioso,
di irrisolto in una manifestazione di piazza, di ampie dimensioni, attaccata e dispersa
dalle forze dellordine?
Preveniamo la domanda ponendocela da soli. E rispondendo.
La risposta sta proprio in ciò che a Genova è accaduto. Non solo, ovviamente, negli
incidenti in quanto tali, ma nelle modalità in cui gli stessi si sono verificati e,
soprattutto, nel susseguirsi degli avvenimenti. Che hanno portato prima ad un premeditato
raid poliziesco finalizzato più al pestaggio ed alla distruzione nelle
scuole-dormitorio della città e quindi ad una "gestione" dei fermati nella
caserma di Bolzaneto che stando alle denunce viola i più elementari diritti
della persona che sono garantiti in qualsiasi Paese civile.
Loggetto "misterioso" di questa sezione sono quindi la gestione
dellordine pubblico in Italia e le sue degenerazioni nel primo anno del XXI secolo.
Dopo i fatti di Genova una domanda ricorrente è stata questa: possibile che sia bastato
che facesse la sua comparsa un movimento di opposizione - trasversale, non organizzato,
non parlamentare, con ramificazioni internazionali, fondamentalmente caratterizzato dal
pacifismo, ma forte e radicato - perché la gestione dellOrdine pubblico in Italia
tornasse a mostrare il volto di sempre, il volto della repressione più dura, becera e
sfrenata?
E bastato che un nuovo movimento invadesse le piazze perché i corpi dello Stato
tornassero a sparare, a caricare, a malmenare, violando il diritto costituzionale che ogni
cittadino ha di manifestare il proprio dissenso?
Era 24 anni che non accadeva. 24 anni dopo è successo di nuovo.
Sul finire degli anni Sessanta la stagione del 1968
vide bloccare con gli scontri nelle piazze, ma soprattutto con le bombe e le stragi la crescita e la maturazione di un movimento
eminentemente studentesco e la sua possibile alleanza con un solido movimento operaio
impegnato in un autunno di rivendicazioni non solo salariali.
Nove anni dopo un nuovo movimento, del tutto diverso dal precedente subì la stessa fine: il
movimento del 77, lultimo tentativo di aggregazione politica giovanile di
massa in Italia venne sconfitto con lidentico sistema: la repressione più
indiscriminata, ancora una volta con la polizia e i carabinieri chiamati a tenere le
piazze con le armi e ad aprire il fuoco: l11 marzo 1977 a Bologna cadeva lo studente
Francesco Lorusso. Il 12 maggio 1977 a Roma la studentessa Giorgiana Masi. Il movimento
del 77 finì con il rimanere schiacciato tra il martello dellinsorgente
terrorismo delle Brigate rosse e lincudine della repressione statale. E si dissolse.
24 anni molto è cambiato. Forse tutto. A cominciare dal nuovo movimento di opposizione.
Ma i metodi polizieschi (nonostante la riforma della Polizia del 1981 e il supposto
processo democratico che ha investito linsieme delle forze dellordine) sono
rimasti uguali.
E così un altro movimento ha dovuto confrontarsi con qualcosa che gli preesisteva.
Questa sezione si promette di approfondire, analizzare, capire cosa è veramente successo
a Genova. Perché una gestione democratica dellordine pubblico è alla base di una
qualsiasi democrazia degna di tale nome. |